Da grande voglio fare il formatore

Ecco il profilo di un lavoratore eclettico


Nella nuova cultura organizzativa del sistema formativo, emerge una nuova e peculiare figura professionale: il formatore. Il formatore è un docente che opera in contesti pluralistici (strutture aziendali, società di consulenza, società di  formazione) ed è colui che costruisce e rafforza i legami tra il sistema della formazione e quello del mondo del lavoro. Il formatore è colui che riconosce ed individua modalità formative finalizzate a mettere in relazione le dinamiche qualitative della domanda e dell’offerta di lavoro: può curare direttamente il progetto formativo (assumendo le funzioni e i compiti del progettista di formazione), il coordinamento tecnico e pedagogico del progetto (assumendo i compiti e le funzioni del coordinatore della formazione), la gestione delle azioni formative (lezioni, esercitazioni) e la valutazione dei risultati. Partecipa, inoltre, in collaborazione con lo staff di gestione, progettazione ed analisi alla elaborazione di progetti formativi nonché alla gestione delle attività formative in aula relativamente all’erogazione di competenze trasversali e di base previste nel progetto formativo. Il formatore può operare come libero professionista (in maniera del tutto autonoma oppure all’interno di una società di consulenza e di formazione o, ancora, collaborando con enti e istituti pubblici di formazione come quelli gestiti dalle Regioni) oppure alle dipendenze di un’impresa, di un’agenzia formativa, di una società specializzata. Attualmente, circa metà dei formatori lavora all’interno di una organizzazione mentre l’altra metà opera come consulente. Il carico e gli orari di lavoro dipendono dal tipo di impegno. Sono comunque caratterizzati da forte flessibilità. Ma quali sono i requisiti necessari per svolgere questa professione? Il formatore deve possedere una buona cultura metodologico-didattica e competenze ed affidabilità specifiche di carattere sociale, economico e pedagogico. Questo richiede il possesso di competenze disciplinari (in pedagogia, psicologia) e multi-disciplinari (in scienze organizzative, discipline “mercatolavoristiche”. Deve saper leggere la realtà economica e sociale del territorio in cui opera, possedere elementi di conoscenza dell’organizzazione aziendale e del lavoro, possedere strumenti di analisi della professionalità, conoscere le procedure e gli strumenti di analisi dei bisogni di formazione; essere a conoscenza delle metodologie di progettazione formativa, della didattica e della valutazione; conoscere le caratteristiche essenziali del processo formativo.   . Il formatore esercita la propria attività, prevalentemente negli ambiti della formazione iniziale di giovani in uscita dalla scuola dell’obbligo o destinatari di progetti di interazione ai diversi gradi del curriculo della scuola secondaria superiore; formazione superiore, con azioni rivolte a giovani diplomati, laureati o con titoli equipollenti; formazione continua, con azioni relative alla formazione ricorrente per il manteni- mento delle conoscenze ed il perfezionamento in accompagnamento dei processi produttivi e lavorativi, anche al fine di prevenire l’espulsione dal mercato del lavoro. Nonostante, allo stato attuale, per i formatori non esista un percorso universitario consolidato, per svolgere questa professione è preferibile essere laureati ad esempio in sociologia, psicologia, scienze dell’educazione, lettere. Tuttavia da un’indagine realizzata dall’ISFOL risulta come solo il 26% dei formatori sia in possesso di una laurea e questo anche perché il Contratto collettivo nazionale di lavoro valido per i formatori che operano alle dipendenze di enti pubblici prevede come requisito minimo (ma, ad oggi. sufficiente) per l’accesso il possesso del diploma di scuola secondaria superiore. Sempre più spesso tuttavia è richiesta una cultura universitaria prevalentemente di tipo umanistico oltre a conoscenze relative alla sociologia, alla psicologia ed eventualmente all’economia. E’ inoltre necessario seguire corsi di formazione per formatori presso enti specializzati e fare un periodo di pratica sul campo, affiancandosi a chi è già esperto e, soprattutto, aggiornare continuamente le proprie conoscenze. Attualmente sono circa un migliaio le grandi aziende che dispongono di personale e strutture organizzative destinate a realizzare iniziative di formazione ad uso interno. E’ inoltre sempre più rilevante l’attività di formazione professionale messa in atto da soggetti pubblici e privati per qualificare e aggiornare, non soltanto i lavoratori già occupati, ma anche i soggetti che cercano lavoro, vogliono migliorare o cambiare la loro condizione professionale oppure rischiano di essere espulsi dal lavoro. Se dunque la presenza di formatori in Italia è stimata dall’ISFOL in 19.300 unità, è presumibile che in futuro tale numero sia destinato a crescere trovando impiego presso enti pubblici e privati, aziende, società di consulenza, organizzazioni datoriali, organizzazioni sindacali, cooperative di formazione o in ambito libero-professionale. A. Colella da Paese Nuovo del 25 giugno 2002

questo articolo l’ho trovato sempre navigando in rete (questo è il link http://www.dubladidattica.it/). Quando l’ho letto mi sono venute in mente le parole del Prof. Di Nubila, docente ordinario di Metodologia della formazione presso l’ Università di Padova, a proposito del ruolo del formatore: “I formatori sono  degli ingegneri sociali”, se ci pensiamo bene è un compito importante, strategico, ma allo stesso tempo molto delicato. Nell’articolo il formatore è definito un lavoratore eclettico  e vorrei aggiungere anche responsabile, caratterizzato da forte autoconsapevolezza, empatia e trasparenza. Il formatore sa rapportarsi sia con le funzioni didattiche che organizzative, ma in particolare con i soggetti in formazione. Deve dimostrare di possedere maturità, dinamicità, di essere sostenuto da spinte motivazionali solide, di essere esperto nell’ambito delle relazioni, e allo stesso tempo deve essere discreto e flessibile, distinguendosi per la sua capacità e disponibilità all’ascolto attivo nei confronti degli altri.

Da grande voglio fare il formatoreultima modifica: 2007-12-05T09:10:00+00:00da meri_72
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Un pensiero su “Da grande voglio fare il formatore

  1. L’articolo che hai proposto, specialmente nella prima parte, mi sembra una buona sintesi di questa figura non ancora ben conosciuta. Anche a me è venuto in mente il prof. Di Nubila quando diceva “Per fare il formatore sono necessari molti saperi”.

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