Comunicazione

Leggendo il post di Luca ( http://aziendainformazione.myblog.it/   sul  clima aziendale mi sono soffermata sulla parola *comunicazione*…. ma cosa ne sappiamo della comunicazione.!?!…..allora mi sono ricordata di Paul Watzlawick.

*Non si può non comunicare*: questo è il suo primo assioma che rivoluzionò il concetto di comunicazione

Watzlawick si è distinto per aver sostenuto la necessità di coinvolgere il contesto nell’analisi del processo comunicativo, indicando come punto imprescindibile per lo studioso l’osservazione del soggetto uomo nell’atto del comunicare. Uno degli assiomi della comunicazione, che meglio illustra il lavoro della Scuola di Palo Alto e di Watzlawick, è l’idea che sia impossibile non comunicare. Essere o non apparire, parlare o restare in silenzio: tutto comunica, tutto crea un rapporto e una relazione fra il soggetto e il suo ambiente. La parola, la prossemica, ma anche l’assenza di entrambe, sono tutti fattori che un ricercatore non può ignorare nel suo lavoro, poiché incidono e riflettono i meccanismi di codifica e decodifica, i significanti, i feedback di un atto comunicativo
L’uomo, infatti, non è mai isolato dagli altri, ma intrattiene con loro una relazione di reciproco coinvolgimento; è incessantemente impegnato anche incosciamente nell’atto di comunicare anche quando da solo si trova in mezzo al nulla. Da qui ha origine il primo assioma della comunicazione, quel famoso “non si può non comunicare” che ha rivoluzionato tutti gli studi sulla comunicazione interpersonale. Ogni comportamento è un atto comunicativo, è una trasmissione di messaggi, verbali e non verbali, che avviene anche in maniera involontaria.
In questa relazione di reciproco scambio il sé individuale si apre ad una continua rimodulazione, mediando tra il concetto che noi abbiamo di noi stessi e quello che gli altri vedono di noi. Queste due inferenze sono presenti in uno scambio comunicativo più di quanto normalmente possiamo pensare, e sono alla base del processo stesso.
“Ogni comunicazione implica un impegno e perciò definisce la relazione. E’ un altro modo per dire che una comunicazione non soltanto trasmette informazione, ma al tempo stesso impone un comportamento.” (da Pragmatica della Comunicazione Umana).
In ogni processo comunicativo si possono distinguere alcuni aspetti:

  1. Informativo
  2. Contenuto
  3. Comando
  4. Relazione

Sono proprio questi aspetti che definiscono la cosiddetta metacomunicazione.
Prosegue Watzlawick “sembra che quanto più una relazione è spontanea e “sana”, tanto più l’aspetto relazionale della comunicazione recede sullo sfondo. Viceversa, le relazioni “malate” sono caratterizzate da una lotta costante per definire la natura della relazione, mentre l’aspetto di contenuto della comunicazione diventa sempre meno importante”.
Dagli studio di Watzlawick emergono, infatti, due aspetti tipici del mettersi in relazione con un altro individuo.

  1. Relazione simmetrica, caratterizzata da uno stato iniziale paritario, in cui le persone coinvolte si misurano con l’ipotesi di essere pari. La simmetria, tuttavia, può anche degenerare in patologia, in quella dinamica di gara per dimostrare che di essere migliore dell’altro.
  2. Relazione complementare, caratterizzata da uno stado iniziale asimmetrico, in cui le persone coinvolte si comportano in modo da porsi in una posizione di superiorità o di inferiorità rispetto all’altro. Il legame complementare può anche in questo secondo caso diventare patologico, comportando un gap molto evidente tra i due partecipanti, per il quale chi comanda e chi subisce lo fa in forma assoluta.

I partecipanti dell’atto comunicativo, quindi, hanno un ruolo attivo nel processo di negoziazione della conoscenza. Secondo quanto espresso dai principali assunti costruttivisti:

  1. L’individuo partecipa attivamente alla costruzione della conoscenza;
  2. In ogni soggetto esiste una struttura cognitiva di base che dà una determinata forma all’esperienza;
  3. L’uomo viene visto come un sistema auto-organizzantesi che protegge e mantiene la propria integrità (autopoiesi).

La conoscenza umana, l’esperienza, l’adattamento, sono contraddistinti da una partecipazione attiva dell’individuo. La realtà non può più essere considerata come qualcosa di  assolutamente oggettivo, svincolata dal soggetto che la sperimenta. Il soggetto è il creatore della stessa e partecipa in maniera attiva alla sua costruzione. Egli è sia costruttore sia ordinatore della realtà, mette armonia tra le tante possibili, scegliendo quello a lui più utile e adatto alle proprie attività. Secondo lo studioso, infatti, “l’ambiente, così come noi lo percepiamo, è una nostra invenzione”.
È grazie al suo contributo, infatti, che oggi si parla di “interpretazione” della realtà piuttosto che di scoperta di essa. Il mondo nasce nella mente degli uomini, nel loro continuo interagire e creare strutture e valori sociali, ed è per questo molto differente a seconda di chi vi si pone in relazione, di chi  cerca di darne rappresentazione.
Infine, l’idea che ogni contenuto classifichi la relazione che si instaura fra due attori del processo comunicativo. In questo modo è possibile evidenziare non solo cosa si vuole trasmettere o scambiare, ma anche che tipo di rapporto la comunicazione instaura fra mittente e destinatario, un rapporto che può essere tanto di simmetria quanto di subordinazione.
Watzlawick è riuscito, negli anni, a costituirsi come un punto di riferimento importante per gli studi sulla comunicazione. 

Comunicazioneultima modifica: 2007-12-05T15:55:00+00:00da meri_72
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3 pensieri su “Comunicazione

  1. Eppure,se facciamo riferimento ad un ambito formativo il primo assioma della comunicazione non può essere accettato,e questo a causa dell'”intenzionalità”

  2. esattamente NON SI PUO’ NON COMUNICARE ciò appunto significa che qualsiasi tipo di comportamento è comunicazione.

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